Il principio della bandiera

Il principio della bandiera

Tutti le navi che si rispettino battono la bandiera di uno Stato come, per esempio, la galea capeggiata dal Governatore Raftcliffe.
Questo significa che lo Stato che conferisce la propria bandiera ad determinata nave obbliga questa, in virtù del principio della bandiera, ad applicare a bordo (in porto) ed in alto mare, la sua giurisdizione esclusiva.
Su questo tema interviene la convenzione UNCLOS (United Nations Convention on the Law of the Sea) fermata a Montego Bay nel 1982, la quale cambia il vecchio concetto di libertà dei mari vale a dire che il singolo Stato non può impedire né intralciare l’utilizzazione degli spazi marini per cui l’unico limite è costituito dal rispetto delle libertà altrui.
Una nazione quindi può concedere ad una nave di battare la propria bandiera solo se con questa vi è un “Genuin link” (legame genuino), così come definito in varie parti del UNCLOS.
Per quanto concerne le navi, la Convenzione UNCLOS l’articolo 93 recita: “ The preceding articles do not prejudice the question of ships employed on the official service of the United Nations, its specialized agencies or the International Atomic Energy Agency, flying the flag of the organization.” (traduzione: Gli articoli precedenti non pregiudicano la posizione delle navi adibite al servizio ufficiale delle Nazioni Unite, delle sue agenzie specializzate o dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, che battono la bandiera dell’Organizzazione).
La norma in esame stabilisce quindi che tali mezzi possano battere bandiera di altri soggetti dotati di personalità giuridica di diritto internazionale, quali le Nazioni Unite, le sue agenzie specializzate e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
A livello pratico, un armatore (il proprietario della nave su cui il Governatore Ratflicce esercita il comando), per avere la bandiera di uno Stato deve fare richiesta di iscrizione nel registro navale di quello Stato. In Italia si chiama Registro italiano navale (Rina), il quale è nato a Genova nel giugno 1861. Il registro più famoso del mondo è però il Lloyd’s Register del Regno Unito nato nel 1760 quando fu costituita la Register Society
Le navi senza bandiera, ovvero quelle non registrate in alcun Paese, non potendo invocare la protezione di alcuno Stato sono soggette alla giurisdizione dello stato in cui si trovano in quel momento e, se si trovano in acque internazionali, saranno soggette alla giurisdizione di tutti gli stati.
Infine, per quanto riguarda le navi da guerra di qualsiasi Paese, queste possono sottoporre le navi sprovviste di bandiera sotto inchiesta e, qualora risulti confermata la mancanza o dei vizi sulla loro nazionalità, il paese “ospitante” è legittimato catturarle e condurle con la forza in un porto nazionale per gli opportuni accertamenti e successivi provvedimenti.
A.P.

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