Il Referendum Costituzionale 4 dicembre 2016

Il Referendum Costituzionale 4 dicembre 2016

Il prode generale Giulio Cesare, alla testa dell’esercito imperiale, intende conquistare la Gallia e, animato da un forte spirito riformatore, modernizzarne le istituzioni attraverso l’applicazione della legge romana. Nel realizzare tale scopo, il condottiero romano trova ostacolo negli abitanti del villaggio gallico del fiero Abraracourcix, strenuo difensore del diritto dei propri sudditi a vivere secondo la propria antica costituzione. Fra i più accesi oppositori del disegno di Cesare vi sono gli instancabili Asterix e Obelix.

Nella stessa patria di Giulio Cesare, pochi chilometri più a sud della Gallia, si sta discutendo sull’opportunità di riformare o meno la Costituzione. Il 12 aprile 2016 il Senato della Repubblica italiana ha approvato, in seconda lettura, il testo della legge costituzionale recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». La legge, contenente la c.d. “riforma Renzi-Boschi”, verrà sottoposta a referendum confermativo ai sensi dell’art. 138 Cost., in quanto approvata con una maggioranza inferiore ai due terzi dei componenti delle due Camere. Eh sì, a differenza dei poveri Galli agli Italiani sarà consentito esprimersi sulla riforma. Il Governo ha fissato il referendum per il giorno 4 dicembre 2016, referendum per cui non è previsto un quorum di votanti: la riforma, infatti, entrerà in vigore se il numero dei voti favorevoli sarà superiore al numero dei suffragi contrari, a prescindere dalla partecipazione al voto. Di seguito i principali punti della riforma:

1. Riforma del Senato: superamento del bicameralismo perfetto. La riforma si propone di passare da un bicameralismo perfetto, che caratterizza l’attuale assetto istituzionale italiano, a un bicameralismo imperfetto. Attualmente le due Camere devono approvare tutte le leggi nello stesso testo e entrambe, su un piede di parità, votano la fiducia al Governo. Con la riforma, invece, la Camera dei Deputati diventa l’unico organo eletto dai cittadini a suffragio universale diretto e l’unica assemblea che dovrà approvare le leggi ordinarie e di bilancio e votare la fiducia al Governo. Il Senato si trasforma in un organo rappresentativo delle autonomie regionali (“Senato delle Regioni”), composto da cento senatori (invece dei 315 attuali), di cui 95 saranno scelti dai Consigli regionali: 21 sindaci nominati con metodo proporzionale (uno per regione, escluso il Trentino-Alto Adige che ne nominerà due) e 74 consiglieri regionali (minimo due per Regione, in proporzione alla popolazione e ai voti ottenuti dai partiti). Questi 95 senatori resteranno in carica per la durata del loro mandato di amministratori locali. A questi, si aggiungeranno cinque senatori nominati dal Presidente della Repubblica per un mandato di sette anni: in altre parole, viene riformato l’istituto dei senatori a vita, carica che resta valida solo per gli ex Presidenti della Repubblica e per i cinque senatori a vita attuali (Giorgio Napolitano, Mario Monti, Carlo Rubbia, Renzo Piano ed Elena Cattaneo), che non saranno sostituiti. I senatori non percepiranno più uno stipendio pagato dal Senato ma riceveranno soltanto lo stipendio come amministratori locali. Il Senato potrà esprimere pareri sui progetti di legge approvati dalla Camera e proporre emendamenti entro trenta giorni dall’approvazione della legge, emendamenti che la Camera potrà anche decidere di non tenere in considerazione. I senatori continueranno a partecipare all’elezione del Presidente della Repubblica, dei componenti del CSM e dei giudici costituzionali. In altre parole, Giulio Cesare creerebbe una Senato romano del tipo federale che includerebbe anche i rappresentanti locali delle tribù galliche, eletti dalle stesse tribù e non da tutti i cittadini romani.

2. Elezione del Presidente della Repubblica. All’elezione del Presidente della Repubblica non parteciperanno più i delegati regionali, ma solo le Camere in seduta comune. Sarà necessaria la maggioranza dei due terzi dei componenti fino al quarto scrutinio, poi basteranno i tre quinti. Solo dal settimo scrutinio basterà la maggioranza dei tre quinti dei votanti. Attualmente, invece, è necessario ottenere i due terzi dei voti dell’assemblea fino al terzo scrutinio. Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti). Riusciranno a mettersi d’accordo Romani e Galli sull’elezione di un Presidente comune?

3. Abolizione del CNEL. Il CNEL (Consiglio Nazionale per l’Economia e il Lavoro) è un organo di rilievo costituzionale previsto dall’art. 99 Cost. e dotato di poteri di iniziativa legislativa in materia economica e funzioni consultive in merito a leggi sull’economia e sul lavoro. La riforma costituzionale Renzi-Boschi ne prevede la soppressione.

4. Modifica delle competenze Stato/Regioni ex Titolo V della Costituzione. Con la riforma, una ventina di materie tornano alla competenza esclusiva dello Stato. Tra queste: ambiente, gestione di porti e aeroporti, trasporti e navigazione, produzione e distribuzione dell’energia, politiche per l’occupazione, sicurezza sul lavoro, ordinamento delle professioni. In questo caso, il capo-tribù Abraracourcix vedrebbe limitarsi i suoi poteri di autogoverno a favore del governo centrale romano.

5. Modifica del quorum per referendum abrogativo e leggi d’iniziativa popolare. Il quorum per il referendum abrogativo resta del 50% + 1 degli aventi diritto al voto, ma se i cittadini che propongono la consultazione sono 800.000, invece che 500.000, il quorum sarà dato dal 50% + 1 dei votanti alle ultime elezioni politiche. Per proporre una legge d’iniziativa popolare non saranno più sufficienti 50.000 firme ma 150.000. Insomma, occorrerebbe il consenso di un maggior numero di Romani e, eventualmente, anche dei Galli!

Vincerà il sì dei Romani o il no dei Galli?

Articolo scritto da A.F.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>