La definizione di rapporto obbligatorio

La definizione di rapporto obbligatorio

La principessa Ariel, aveva il desiderio di diventare un’umana, pur di vivere con il suo amato, il principe Eric.

Si rivolse quindi ad Ursula, la strega del mare, con la quale concluse un contratto che prevedeva che costei l’avrebbe fatta diventare umana a condizione che “prima che il sole tramonti il terzo giorno (…) il principe deve darti il bacio del vero amore (…) Se non lo farà, tornerai ad essere una sirena e da quel momento mi apparterrai”. Come ricompensa per l’aiuto chiese alla giovane sirena la sua voce.

Ai sensi dell’art. 1173 c.c. le fonti delle obbligazioni sono “i contratti, i fatti illeciti, e ogni fatto o atto idoneo a produrre un’obbligazione in conformità dell’ordinamento giuridico” e perciò tra Ariel ed Ursula e sorge un vero e proprio rapporto obbligatorio.

Alla luce del dettato normativo dell’articolo summenzionato si rinviene la definizione di rapporto obbligatorio inteso quale rapporto giuridico in virtù del quale un soggetto determinato, il debitore (Ariel), è tenuto (obbligato) ad un comportamento suscettibile, ai sensi dell’art. 1174 c.c., di valutazione economica al fine di soddisfare un interesse, anche non patrimoniale (la voce di Ariel), di un altro soggetto determinato, il creditore (Ursula), il quale ha, rispettivamente, il diritto all’adempimento.

Il rapporto obbligatorio sorge quindi tra due soggetti che hanno interessi contrapposti: alla posizione attiva del creditore si contrappone la situazione passiva del creditore ed entrambe, ex art. 1175 c.c., devono comportarsi, in virtù del rapporto intercorrente fra di loro, “secondo correttezza”.

 

A.M.

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