Le obbligazioni naturali

Le obbligazioni naturali

Vi ricordate la vecchietta di Mary Poppins che stava sui gradini della cattedrale a chiedere l’elemosina per i piccioni?

Bene, la nostra amata vecchietta nel chiedere i 2 penny per i propri piccioni ha fatto porre in essere ai nostri due protagonisti, Jane e Micheal, un’obbligazione naturale e cioè quel tipo di obbligazione irripetibile la cui prestazione è effettuata non per scopo di lucro bensi per un adempimento a doveri morali o sociali. (art. 2034cc.)

Fondamentale di queste obbligazioni è, oltre alla capacità naturale dei soggetti adempienti, la loro irrepetibilità, nel senso che, i debitori (Jane e Micheal) una volta adempiuto, non possono pretendere di ricevere indietro quanto dato ex art. 2033 (ripetizione dell’indebito).

Problematica, nelle obbligazioni naturali, è la definizione della loro natura giuridica nell’ambito delle obbligazioni, tanto è che si è arrivato a definirle come “debito senza responsabilità” o ancora come “un’obbligazione in capo ad un rapporto obbligatorio la cui capacità giuridica è alternativa a quella dell’ordinamento giuridico statale”.

In realtà, ciò che è particolare nelle obbligazioni naturali è l’elemento causale che, se per l’adempimento non viene preso in considerazione come meritevole di tutela dall’ordinamento, dopo l’adempimento, al contrario, i solventi (Jane e Micheal) non possono nemmeno ripetere quanto pagato o trasferito!

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