L’impresa familiare. Art. 230bis cc

L’impresa familiare. Art. 230bis cc

Cenerentola faceva parte di un’impresa familiare e non era una “schiava” alla Matrigna e alle sorellastre, ma semplicemente era un parente, entro il terzo grado, che contribuiva (autonomamente) all’andamento dell’impresa familiare.

Il padre di Cenerentola infatti fu mercante ed aveva molti soldini e terre che l’amata figlia, insieme alla matrigna, avevano ereditato. Ovviamente, la famiglia di C doveva mandare avanti “la baracca”, producendo frutti civili e naturali indispensabili per la loro più che dignitosa sopravvivenza. La matrigna e le sorellastre sono i familiari-imprenditori che decidono su tutto senza consultare il familiare collaboratore (Cenerentola).

La quale, poverina, a) partecipa agli utili ma non proporzionalmente rispetto al lavoro compiuto (fa la fame) b) non ha potere in materia decisionale sull’andamento dell’impresa. D’altro canto pero la matrigna, ex art 230bis cc concede il diritto al ,mantenimento della familiare.

Particolarità di questo caso sono i modi di recesso dall’imprese familiare che, per la povera Cenerentola, non esistono a meno che non muoia, sparisca o esca dal nucleo familiare per maritarsi con un uomo che la includa nel suo (il principe).

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