

È notte nel bayou. Tiana, stanca dopo una giornata di lavoro, cammina tra le lucciole quando incontra un ranocchio elegante, che parla come un principe e dice di essere stato vittima di un terribile incantesimo. Il ranocchio le spiega che basta un solo bacio per spezzare la maledizione.
La fanciulla inizialmente rifiuta e non vuole perdere altro tempo, tuttavia il ranocchio aggiunge un dettaglio decisivo: una volta tornato umano, come principe, potrà aiutarla a realizzare il suo sogno di aprire un ristorante tutto suo. Tiana riflette e accetta il patto.
Quello che purtroppo il ranocchio ha celato alla ragazza è che quel principe non dispone realmente di ricchezze proprie e non ha dunque una concreta disponibilità di danaro.
Dal punto di vista del diritto civile questo accordo tra Tiana e il ranocchio rappresenta una classica ipotesi di "dolo incidente", di cui all'art. 1440 c.c., il quale espressamente prevede:
se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso, il contratto è valido, benché senza di essi sarebbe stato concluso a condizioni diverse; ma il contraente in mala fede risponde dei danni.
Il dolo incidente rientra tra le ipotesi di responsabilità precontrattuale, ovvero nella fase che precede la concreta stipulazione del contratto e quindi in una situazione di trattativa tra le parti. Si tratta di un vizio non idoneo a viziare il consenso della controparte, il contratto concluso infatti rimane valido, tuttavia è sufficiente ad incidere sul contenuto del contratto.
Il consenso esiste, il contratto è valido, ma una parte, nel nostro caso il ranocchio, ha alterato la decisione dell'altra con un'informazione ingannevole. Tiana voleva comunque cambiare la sua situazione, aveva dunque bisogno di un aiuto economico, ma se fosse stata consapevole della reale situazione del ranocchio-principe avrebbe concluso il contratto in modo più vantaggioso.
Il contratto non è annullato ma Tiana ha diritto al risarcimento del danno per un contratto valido ma svantaggioso.






