

La Casita dei Madrigal non è una casa come tutte le altre. Non si limita a ospitare una famiglia numerosa: è viva, respira, si muove e sembra comprendere i desideri di chi la abita. Le sue porte si aprono da sole, le mattonelle si spostano per aiutare gli abitanti e ogni stanza custodisce una parte della magia che protegge il villaggio di Encanto. È il luogo in cui il miracolo della famiglia Madrigal prende forma e, proprio per questo, rappresenta molto più di un semplice edificio.
Ma proviamo, per un momento, a immaginare una storia diversa. E se qualcuno scoprisse che la Casita non è stata costruita nel rispetto delle regole urbanistiche? E se, dietro quelle pareti colorate e quelle scale incantate, si nascondesse una lottizzazione abusiva? La casa dei Madrigal potrebbe essere confiscata?
La risposta, nel nostro ordinamento, potrebbe essere sì, al ricorrere di precise condizioni previste dalla legge.
La confisca urbanistica è una particolare misura prevista dall’art. 44, comma 2, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il Testo unico dell’edilizia. La norma prevede che
"La sentenza definitiva del giudice penale che accerta che vi è stata lottizzazione abusiva dispone la confisca dei terreni, abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite. Per effetto della confisca i terreni sono acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del comune nel cui territorio è avvenuta la lottizzazione".
Perché possa verificarsi questa fattispecie, occorre una trasformazione del territorio particolarmente significativa, realizzata attraverso opere o atti di frazionamento che determinano un nuovo assetto urbanistico in contrasto con gli strumenti di pianificazione. Il problema, quindi, non è soltanto che qualcuno abbia costruito senza rispettare una regola, ma che abbia modificato il volto di un territorio senza considerare l’interesse della collettività.
Per comprendere meglio il concetto, immaginiamo che la Casita non sia comparsa grazie al miracolo che protegge la famiglia Madrigal, ma sia stata costruita in violazione delle regole urbanistiche del villaggio di Encanto. Supponiamo che Abuela Alma abbia deciso di suddividere un’ampia area agricola in più lotti destinati all’edificazione, realizzando nuove strade, piazze e infrastrutture senza alcuna autorizzazione e in contrasto con la pianificazione del territorio.
Al centro di questa trasformazione sarebbe sorta proprio la Casita, destinata a diventare il cuore del nuovo insediamento. In un simile scenario, il problema non sarebbe rappresentato soltanto dall’edificio in sé, per quanto straordinario e magico, ma dalla trasformazione complessiva del territorio realizzata al di fuori delle regole. Se la Casita fosse il risultato di una simile lottizzazione abusiva, potrebbe allora rientrare tra le opere suscettibili di confisca ai sensi dell’art. 44 del Testo unico dell’edilizia.
Ed è questo il motivo per cui la conseguenza prevista dalla legge è così incisiva e arriva fino all'acquisizione gratuita al patrimonio del Comune. La confisca urbanistica non guarda soltanto al rapporto tra il proprietario e il proprio immobile, ma considera il territorio come un bene che appartiene, almeno idealmente, a tutti.
Proprio la particolare incisività di questa misura ha portato la Corte europea dei diritti dell’uomo a interrogarsi sulla sua natura. Sebbene il legislatore italiano la qualifichi come una conseguenza della lottizzazione abusiva, la Corte EDU ha chiarito che occorre guardare agli effetti concreti della misura.
In particolare, nelle sentenze Sud Fondi S.r.l. e altri c. Italia (2009), Varvara c. Italia (2013) e G.I.E.M. S.r.l. e altri c. Italia (Grande Camera, 2018), la Corte ha affermato che la confisca urbanistica presenta caratteristiche tali da poter essere considerata, sul piano sostanziale, una vera e propria sanzione penale.
Poiché la confisca urbanistica incide in modo definitivo sul diritto di proprietà e presenta una funzione sostanzialmente punitiva, ad essa devono applicarsi le garanzie proprie della materia penale, il cosiddetto “statuto della pena”. Ciò comporta, tra l’altro, il rispetto del principio di legalità e la necessità di un accertamento della responsabilità personale prima di poter disporre la confisca.
Con questa espressione si fa riferimento all’insieme dei principi che tutelano l’individuo di fronte al potere punitivo dello Stato, tra cui il principio di legalità, la presunzione di innocenza, il principio di colpevolezza e il diritto di difesa. Ciò comporta, tra l’altro, la necessità di un accertamento della responsabilità personale prima di poter disporre la confisca.
Fortunatamente, Mirabel e la famiglia Madrigal possono tirare un sospiro di sollievo: nessun giudice busserà alla porta della Casita per disporne la confisca. La casa dei Madrigal non è il frutto di una lottizzazione abusiva e, per questa volta, la Casita è salva.





