

A Zootropolis, la giovane coniglietta Judy Hopps sogna di diventare una grande poliziotta nella metropoli dove predatori e prede convivono pacificamente. Anche se inizialmente le vengono assegnati compiti poco entusiasmanti, come fare multe per divieto di sosta, Judy non smette di osservare attentamente ciò che accade intorno a lei. Ed è proprio durante il servizio che si imbatte in una situazione che ricorda da vicino un concetto fondamentale della procedura penale: la flagranza di reato.
Nel nostro ordinamento, l'art. 382 co. 1 c.p.p. stabilisce che è in stato di flagranza
"chi viene colto nell’atto di commettere il reato".
È proprio quello che accade nel nostro esempio: Judy vede il ladro nel momento stesso in cui sottrae la refurtiva. È la flagranza "pura", quella in cui l'azione illecita si svolge davanti agli occhi dell'osservatore.
Una ulteriore ipotesi è prevista dalla seconda parte dell'art. 382 co. 1 c.p.p. e riguarda ciò che accade subito dopo. In particolare, si parla di "quasi flagranza" nel caso di
"chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima".
Ad esempio, se il ladro riuscisse a scappare ma fosse fermato pochi istanti più tardi dalla intraprendente Judy con gli oggetti rubati ancora tra le zampe, la legge considererebbe comunque presente la flagranza: la continuità tra il fatto e l'intervento renderebbe evidente il collegamento.
La flagranza è dunque il ponte tra il fatto e l'intervento immediato, lo strumento che permette alla polizia giudiziaria di agire senza ritardi quando il reato è sotto gli occhi di tutti.






