Differenza fra contratto di appalto e somministrazione

Differenza fra contratto di appalto e somministrazione

I tebani sono alla ricerca di un eroe che risolva tutti i problemi che sorgono nella frenetica cittá di Tebe.Il giovane Hercules che, dopo aver ricevuto l’addestramento di Filottete vuole aprirsi al mercato, si candida quale guardiano della grande metropoli, ma come si potrebbe configurare questo rapporto da punto di vista legale? Nello specifico questa fattispecie rappresenterebbe, ai sensi del codice civile, un contratto di appalto o un contratto di somministrazione?

L’appalto è quel contratto con il quale un soggetto, detto appaltatore, si obbliga nei confronti di un altro soggetto, detto committente, a compiere una determinata opera o servizio dietro corrispettivo in denaro, con propria organizzazione di mezzi e con gestione a proprio rischio.
L’oggetto del contratto di somministrazione, invece, è la fornitura di lavoro presso altri. Il lavoratore somministrato non viene pagato dall’utilizzatore, ma dall’agenzia di somministrazione, in quanto questi lavoratori sono iscritti nel libro libro paga dell’agenzia.
Dal punto di vista squisitamente giuridico è netta la distinzione tra i due istituiti, l’appalto è un’obbligazione di risultato, mentre la somministrazione un’obbligazione di mezzi. In molti casi la distinzione tra i due tipi di contratto però è molto sottile.

Tenendo poi presente che l’apporto lavorativo di Hercules è prevalente rispetto agli altri mezzi messi a disposizione (Pegasus aiuta ma non troppo, Zeus si nasconde dietro una sua statua, Fil pensa solo a spiare le muse), la linea di confine risulta ancora più labile.

Dal punto di vista fiscale, inoltre, celare un contratto di somministrazione dietro uno di appalto produrrebbe come effetti grandi risparmi che per un giovane eroe emergente non è cosa da poco.
Gli elementi valutati dal Consiglio di Stato per ricondurre un appalto a mera somministrazione di personale sono:
a) richiesta da parte del committente di un certo numero di ore di lavoro (sconfiggere l’Idra non ha tempo, si bada al risultato);
b) inserimento stabile del personale dell’appaltatore nel ciclo produttivo del committente (pegasus risponde esclusivamente al fischio di Hercules, non di certo a quello dei tebani);
c) mancata identità dell’attività svolta dal personale dell’appaltatore rispetto a quella svolta dai dipendenti del committente (non tutti hanno un cavallo alato creato da una nuvola su cui Zeus ha soffiato)
d) proprietà, in capo al committente, delle attrezzature necessarie per l’espletamento delle attività (i tebani non sono semidei, solo Hercules può svolgere l’attività percui è stato ingaggiato);
e) organizzazione, da parte del committente, delle attività dei dipendenti dell’appaltatore  (sfido qualsiasi tebano di salire in groppa a Pegasus, chissà come va a finire?) .
Il rapporto tra Hercules e i tebani non presenta nessuno di questi requisiti, percui possiamo considerare il primo contratto stipulato dal giovane Hercules un contratto di appalto.

 

Roberto Ciliberto

                             

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