Il concetto di giurisdizione

Il concetto di giurisdizione

Zeus, lo sappiamo, è il re degli Dei ed è quindi colui che tiene in mano le redini di tutto l’Olimpo, esercitando, di fatto, come capo, i tre poteri in cui si estrinseca la sovranità dello Stato: quello legislativo (che crea le norme giuridiche), quello esecutivo (che amministra e governa) e, infine, quello giudiziario (che ha il compito di far rispettare le leggi).

Ovviamente, non potendo fare tutto da solo, Zeus ha chiesto aiuto a qualche Dio, e, per quanto riguarda il potere giurisdizionale, questo viene prettamente esercitato da Dike, la dea della giustizia.

Si definisce quindi giurisdizione, la potestà pubblica volta a garantire la concreata applicazione delle norme stabilite, in via generale ed astratta, dal potere legislativo.

Tuttavia l’esercizio della giurisdizione prevede come condizione necessaria l’esistenza di una controversia che sia sorta o per l’incertezza delle norme giuridiche regolanti una determinata situazione (sull’Olimpo sorge un controversia circa la compravendita di immobili in capo ai semi-dei e pertanto un semi-dio cita in giudizio un altro semi-dio al fine di giungere ad una soluzione chiara ed univoca per tutti gli abitanti del regno degli Dei ed applicabile al rapporto intercorrente fra i due semi-dei) oppure per l’inosservanza di un soggetto delle norme poste dall’ordinamento ( Pena e Panico hanno dei problemi con i sandali firmati da Hercules e pertanto lo vogliono citare in giudizio per chiedere il relativo risarcimento del danno a causa della cattiva qualità della merce venduta da quest’ultimo).

Lo scopo della funzione giurisdizionale è quindi quello di attuare il diritto oggettivo mediante l’applicazione della norma alla fattispecie concreta e, qualora ciò non avvenga, tramite la sua realizzazione forzata.

La giurisdizione è quindi una potestà dello Stato (solo lo Stato nella sua reincarnazione in Zeus e dei suoi ausiliari può esercitare questo potere), pubblica e autonoma (è pubblica e autonoma perché esercitata dallo Stato tramite organi distinti ed indipendenti rispetto ad altri organi dello Stato stesso), affidata al potere giudiziario (Dike su impulso di Zeus e grazie ai suoi collaboratori mette in pratica il suo potere) ed esclusiva (solo allo Stato-Zeus, spetta il potere di fare giustizia quale esplicazione della sua sovranità).

La giurisdizione però non è illimitata, infatti questa incontra due limiti: quello dello spazio e quello del tempo.

Con il primo si prevede che la giurisdizione italiana non può che essere esercitata dai giudici dello Stato sul territorio italiano.

Col secondo limite, invece, ex art. 5 c.p.c. viene sancito che la giurisdizione si determina con riferimento al tempo di proposizione della domanda (principio della perpetuatio iurisdictionis) prevedendo quindi l’impossibilità di un mutamento normativo in corso di causa, eccezion fatta qualora intervenga una pronuncia di illegittimità costituzionale o per la regola della cd. giurisdizione sopravvenuta per la quale, qualora vi siano dei mutamenti successivi alla proposizione della domanda tali da fondare la giurisdizione di un giudice che in precedenza ne era privo, la causa deve essere assunta da quest’ultimo. Per esempio, il giudice di Tebe nel quale Pena e Panico hanno proposto la domanda contro Hercules si ritiene competente, ma successivamente per motivi sopravvenuti alla domanda dei due mostriciattoli si stabilisce che è competente quello di Sparta che, quindi, tratterà la causa presso di lui.

La giurisdizione civile infine può essere suddivisa in giurisdizione contenziosa (il giudice durante il processo interviene per dirimere una controversia fra due parti in conflitto), volontaria (non riguarda le controversie bensì un negozio o un affare per la cui gestione serve un soggetto terzo e imparziale) ed esecutiva (che ha lo scopo di realizzare coattivamente il risultato che avrebbe dovuto compiere un altro soggetto in adempimento di un obbligo giuridicamente vincolante).

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