Il principio di sussidiarietà

Il principio di sussidiarietà

Il governatore John Ratcliffe, insieme al capitano John Smith e al resto della Compagnia della Virginia, approda nel “Nuovo Mondo” con il compito di fondare una colonia per conto di Re Giacomo I d’Inghilterra. Il suo vero scopo però è quello di impossessarsi delle immense ricchezze della Virginia a scapito delle popolazioni native, la tribù degli Algonquin, di cui fa parte la bellissima principessa Pocahontas.

In questo caso siamo in presenza di una palese violazione del principio di sussidiarietà, un principio fondamentale del diritto amministrativo secondo cui nei rapporti fra i diversi livelli territoriali di potere lo svolgimento delle funzioni pubbliche debba essere svolto al livello più vicino ai cittadini.

Tale principio è più correttamente definito come “sussidiarietà in senso verticale”. Nel nostro caso, il potere centrale (la Corona, rappresentata dal governatore Ratcliffe) si è espanso fino ad intaccare il potere di autogoverno della comunità di nativi americani facente capo al padre di Pocahontas, il capo tribù Powathan.

Nell’ordinamento costituzionale italiano, tale principio è stato recepito solo recentemente con la modifica del titolo V della Costituzione operata dalla l.cost. 3/2001. L’attuale art. 118 Cost. recita, al primo comma: “Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.”

La Costituzione italiana cita altri due principi legati al principio di sussidiarietà (verticale): differenziazione e adeguatezza. Il principio di differenziazione tiene conto della specificità delle diverse realtà territoriali e/o istituzionali, per cui certi problemi che alcuni enti locali possono risolvere, per altri enti, magari dello stesso livello territoriale, possono risultare ingestibili e ciò richiede delle soluzioni differenziate da caso a caso. Il principio di adeguatezza ha lo scopo di attenuare la portata della sussidiarietà verticale, precisando che l’attribuzione delle funzioni al livello istituzionale più vicino ai cittadini debba essere giustificata dall’adeguatezza dello stesso: in altre parole, se per la sua natura il problema non può essere risolto adeguatamente a livello locale, occorrerà passare al livello territoriale immediatamente superiore e, nel caso in cui neanche questo fosse competente, passare al livello ancora superiore fino ad arrivare a quello nazionale o, in alcuni casi, al livello dell’ordinamento europeo.

Infine, l’art. 118 Cost. illustra, nel suo ultimo comma, il principio di sussidiarietà orizzontale. È questo un principio che disciplina i rapporti tra lo Stato e le formazioni sociali: i pubblici poteri possono intervenire, per lo svolgimento di attività di interesse generale, solo laddove i privati, singoli o associati, non siano in grado di svolgerle autonomamente. Il principio di sussidiarietà svolge un ruolo molto importante negli Stati federali, come appunto gli Stati Uniti d’America (gli Stati Uniti attuali non quelli di Pocahontas, sigh!), e non è da confondersi con il principio di sussidiarietà nell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea.

Articolo scritto da A.F. 

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