

In una delle prime scene di Trilly e la Creatura Leggendaria (Disneytoon Studios, 2014), Trilly consegna alla fata Daina un grande cesto che quest'ultima le aveva chiesto di procurarle. Incuriosita dalla strana richiesta, Trilly le domanda a cosa le serva e Daina finisce per rivelarle la verità: all'interno vuole nascondere Anna, un grande falco che aveva trovato con un'ala ferita, curato e tenuto con sé fino alla guarigione. Ora il suo obiettivo è riportarlo nel suo habitat naturale, fuori dalla Radura Incantata.
Trilly, però, è molto preoccupata: i falchi sono predatori pericolosi per le fate e la loro presenza nella Radura potrebbe mettere tutti in pericolo.
Daina e Trilly cercano quindi di trasportare Anna di nascosto, trasportandola con un carretto e nascondendola nel cesto sotto un grande mucchio di mirtilli. Durante il tragitto incontrano però alcune fate, che si insospettiscono. Una di loro cosparge il carretto di polvere di fata: i mirtilli si sollevano e Anna viene improvvisamente allo scoperto.
La presenza del falco scatena immediatamente il caos. Altri falchi si avvicinano alla Radura e la situazione diventa pericolosa, tanto da rendere necessario l'intervento delle Fate Guardiane per riportare la situazione sotto controllo.
Se questi fatti avvenissero oggi nel nostro mondo, il comportamento di Daina potrebbe essere ricondotto all'art. 672 del codice penale, rubricato «Omessa custodia e mal governo di animali». Il primo comma prevede infatti una sanzione per:
«Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta».
Occorre però precisare che questa fattispecie è stata inizialmente depenalizzata dalla legge n. 689/1981 e costituisce oggi un illecito amministrativo, punito con una sanzione pecuniaria di importo compreso tra 25 e 258 euro.
La norma mira a tutelare l'incolumità pubblica, evitando che animali pericolosi, lasciati liberi o custoditi senza le necessarie cautele, possano mettere in pericolo altre persone.
Ma nel caso di Daina entra in gioco anche un'altra disciplina, più recente, che torna a dare rilevanza penale alla condotta. L'art. 4 del decreto legislativo n. 135 del 5 agosto 2022, relativo anche alla detenzione di animali della fauna selvatica ed esotica, vieta infatti la detenzione di animali vivi di specie selvatica che costituiscano un pericolo per la salute, l'incolumità pubblica o la biodiversità, anche quando siano nati e allevati in cattività. Secondo quanto previsto dall'art. 14 del decreto in oggetto, chiunque contravvenga a questa disposizione è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da 20.000 a 150.000 euro.
Proprio su questo punto è intervenuta recentemente la Corte di Cassazione, Sez. III penale, con la sentenza n. 5775/2026, occupandosi della detenzione di due servali (felini selvatici africani). La Corte ha chiarito che, nel caso di specie, gli animali appartenenti a una specie selvatica devono essere obbligatoriamente confiscati.
Tornando alla nostra fiaba, se Daina fosse vissuta nel nostro ordinamento e fosse stata scoperta dalle forze dell'ordine, qui perfettamente impersonate dalle Fate Guardiane della Radura, avrebbe probabilmente dovuto rispondere della detenzione del falco Anna, andando incontro alla sanzione pecuniaria prevista dalla normativa citata o rischiando persino l'arresto.
Il falco, infatti, appartiene a una specie potenzialmente pericolosa: come ricorda preoccupata Trilly, «i falchi sono predatori delle fate». E, nella storia, il pericolo non rimane neppure soltanto astratto: la presenza di Anna attira altri falchi nella Radura, provocando il caos e rendendo necessario proprio l'intervento delle Guardiane.
Insomma, Daina avrà anche agito con le migliori intenzioni, curando Anna e preparandosi a restituirle la libertà, ma nel nostro ordinamento il lieto fine avrebbe probabilmente richiesto anche l'intervento della legge!





