Il contratto di appalto

Il contratto di appalto

Madame Medusa vuole a tutti i costi il grandissimo e purissimo diamante denominato “L’Occhio del Diavolo” e, per averlo, incarica il pavido Snoops di andarlo a prendere.

Snoops però, da solo, non è in grado di estrarre l’enorme diamante dalla miniera e, per questo, chiede ed invita Madame Medusa ad adottare una bambina (Penny) capace di entrare nelle profondità della terra e prendere così il diamante.

Questo, in astratto, è un esempio del contratto di appalto ex 1665 c.c. col quale una parte (appaltatore- Snoops) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio (Penny), il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro (prendere l’Occhio del Diavolo) cui si obbliga l’altra parte (committente- Madame Medusa).

A livello pratico, l’appalto è utilizzato quando una parte non vuole o, soprattutto, non è in grado di svolgere una determinata attività. Nel nostro caso, la rossa Madame Medusa si vuole “lavare le mani” dall’andare nella Palude del Diavolo a prendere, lei stessa, il diamante.

Ma quali sono gli obblighi di Snoops e di Madame Medusa?

Gli articoli 1658 c.c. e seguenti disciplinano gli obblighi dell’appaltatore- Snoops e del committente-Madame Medusa.

Snoops deve: fornire la materia necessaria a compiere l’opera; non apportare variazioni alle modalità convenute dell’opera se il committente non le ha autorizzate; dare pronto avviso al committente dei difetti della materia da questo fornita e prestare garanzia per le difformità e i vizi dell’opera.

Importante è poi l’art 1667 c.c. che prevede che “la garanzia non è dovuta se il committente ha accettato l’opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purché, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall’appaltatore”. Quindi, se Madame Medusa ha accettato in tutto e per tutto l’opera di Snoops, lui, qualora, per esempio, si venga a scoprire che il diamante era falso, non ne è più responsabile.

Madame Medusa, in quanto committente, invece, può autorizzare variazioni dell’opera; ha diritto di controllare lo svolgimento dei lavori e di verificarne a proprie spese lo stato (dell’opera); ha diritto di verificare l’opera compiuta e deve, a pena di decadenza di 60 gg dalla scoperta, denunciare all’appaltatore le difformità o i vizi e, in tal caso, può chiedere che siano eliminati o addirittura la risoluzione del contratto.

Il committente infine può recedere dal contratto anche se è iniziata l’esecuzione dell’opera o la prestazione del servizio, a patto che tenga indenne l’appaltatore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>