

Nel film Disney Frozen, il Duca di Weselton non è un semplice diplomatico, ma il vero e proprio Capo di Stato del suo ducato. Quando Elsa perde il controllo dei suoi poteri, il Duca spinge le sue guardie ad attentare alla vita della regina: un atto che equivale a un grave attacco eversivo contro un sovrano straniero sul suo stesso territorio. Eppure, una volta sventata la minaccia, Arendelle non lo arresta né lo sottopone a processo penale. Ci si aspetterebbe di vederlo finire in catene nelle segrete del castello. Invece, le autorità locali si limitano a scortarlo alla sua nave per espellerlo dal regno di Arendelle.
Non è debolezza, ma una rigorosa applicazione del diritto internazionale: il Duca di Weselton gode dell’immunità dei Capi di Stato in carica.
Si tratta di una norma cardine del diritto consuetudinario, fondata sul principio generale par in parem non habet iudicium (“tra pari non ci si giudica"), richiamato anche dall’articolo 2, par. 1 della Carta delle Nazioni Unite sulla sovrana eguaglianza degli Stati.
Come confermato anche dalla Corte Internazionale di Giustizia in una celebre sentenza del 2002, i Capi di Stato beneficiano dell’inviolabilità personale e dell’immunità assoluta dalla giurisdizione penale straniera. I giudici di Arendelle sono semplicemente privi di potere giurisdizionale: non possono arrestare né processare un sovrano estero per reati compiuti durante il mandato, per quanto ostili siano stati.
Tuttavia, l’immunità dei Capi di Stato non equivale a un’impunità illimitata. Se un sovrano straniero abusa della propria presenza per compiere atti ostili, lo Stato ospitante conserva il diritto di interrompere i rapporti ufficiali ed espellere immediatamente l’ospite indesiderato dal proprio territorio.
È esattamente ciò che accade nel finale del film quando il Duca viene scortato con la forza sulla sua nave con l’ordine di non fare mai più ritorno, mentre Arendelle interrompe ogni accordo commerciale con il suo ducato.
Frozen racchiude così una perfetta pillola di diritto internazionale: l’immunità protegge il Capo di Stato in carica per preservare le relazioni tra le nazioni, ma nulla può contro la revoca del gradimento, l’isolamento diplomatico e l’immediato allontanamento.





