

Nella fiaba di Hercules, Megara è una giovane donna che prima di incontrare Hercules si era innamorata di un uomo che l'ha abbandonata, lasciandola nella totale disperazione. Megara per salvare il proprio amato racconta di aver stretto un patto con Ade, il dio degli Inferi. In passato, infatti, per salvare la vita del suo fidanzato, Megara aveva accettato di vendere la propria anima ad Ade.
La prestazione ottenuta grazie all'accordo, quindi, non era destinata direttamente a Megara, ma ad un'altra persona.
Questo specifico accordo richiama l'istituto civilistico del contratto a favore di un terzo, disciplinato dall'art. 1411 c.c..
Si tratta di un contratto nel quale due soggetti concludono un accordo stabilendo che la prestazione debba essere eseguita a vantaggio di una terza persona, che non è parte del contratto, appunto un terzo rispetto alle parti.
Possiamo immaginare, pertanto, tre soggetti:
- Megara è la stipulante, perché conclude l'accordo e ha interesse a procurare un beneficio al fidanzato;
- Ade è il promittente, perché si impegna a compiere la prestazione nei confronti del terzo;
- il fidanzato di Megara è il terzo beneficiario in quanto senza essere parte dell'accordo si limita ad accettarlo consolidando dunque gli effetti dello stesso nei propri confronti.
Pertanto Megara non ha interesse a stipulare il contratto per sé, bensì accetta di pagare un prezzo personale (la propria anima) affinché un terzo soggetto – il fidanzato- venga salvato.
È ragionevole affermare che la ratio dell'accordo è in questo caso non una ragione economica, ma un patto d'amore, che nel diritto prende il nome di spirito di liberalità.





