

Nella fiaba della Spada nella Roccia, il piccolo Semola è lo scudiero di Caio e ha il compito di accompagnarlo in tutte le sue battaglie. In particolare, Semola accompagna Caio al torneo cavalleresco in cui sarà proclamato il nuovo re.
È qui, in questa occasione, che Semola assiste a tanti combattimenti a duello.
Ma cosa succede una volta che si ha un vincitore e l'altro combattente rimane ferito o, peggio, muore? Il sopravvissuto potrebbe invocare la legittima difesa per giustificare le sue azioni, o deve essere considerato responsabile del reato di lesioni o di omicidio?
Ebbene, ricordiamo che la scriminante della legittima difesa entra in gioco solo qualora la reazione difensiva sia posta in essere per necessità.
La giurisprudenza e la dottrina sono unanimi nel ritenere che il termine "necessità" escluda in maniera perentoria:
- Qualsiasi caso di volontaria determinazione in una situazione di pericolo;
- I casi in cui l'agente abbia contribuito a innescare una sorta di duello o sfida contro il suo nemico;
- Le situazioni in cui sia stata attuata una spedizione punitiva nei confronti della vittima.
Per questa ragione, oggi, secondo la normativa vigente, persino un eroe come Re Artù, che fa il paladino sfidando i rivali a duello, non avrebbe scuse: davanti a un tribunale moderno dovrebbe rispondere a tutti gli effetti dei reati di lesioni o di omicidio.





