

Nella fiaba di Cenerentola è emblematica la scena in cui, allo scoccare della mezzanotte, la magia svanisce e l'abito da principessa lascia il posto ai panni dimessi della ragazza.
Questa dinamica è un classico esempio di decadenza. L'istituto, disciplinato nel diritto civile, prevede che:
“La decadenza è la perdita di un diritto che non viene esercitato entro un termine stabilito dalla legge o da un contratto.”
Si tratta quindi di un istituto caratterizzato dalla rigidità: trascorso il termine, il diritto non può più essere fatto valere in alcun modo.
Come nella nostra fiaba, infatti, Cenerentola può vivere la magia solo fino a un preciso momento: la mezzanotte fissata dalla Fata Madrina. Non esiste tolleranza, non ci sono proroghe, né la sua volontà può incidere sul destino che le è stato assegnato.
Gli elementi essenziali della decadenza sono chiari nella storia:
- Il termine: la mezzanotte stabilita dalla Fata Madrina;
- La perdita del diritto: allo scadere del tempo, Cenerentola decade dal "beneficio" della magia;
- L'irrevocabilità: anche se la ragazza desiderasse restare al ballo, la sua volontà non è sufficiente a prolungarne l'effetto.
Una volta scoccata la mezzanotte, Cenerentola perde per sempre il diritto a presentarsi come principessa. La scadenza è perentoria, proprio come accade nella decadenza giuridica.
Una simile rigidità, tanto nel diritto quanto nella fiaba, ci ricorda che ogni diritto deve essere esercitato tempestivamente: oltre quel limite, la possibilità svanisce, lasciando spazio solo alle conseguenze stabilite dalla legge.






