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Il creditore apparente

Il creditore apparente
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Il nostro buon Semola è arrivato a Londra e sta facendo da scudiero al fratellastro Caio, prossimo ad entrare in campo per cercare di vincere il torneo che potrebbe conferirgli il titolo di Re d’Inghilterra. Ma c’è un problema.

Semola si è dimenticato all’osteria dove alloggiava insieme al fratellastro e al patrigno Sir Ettore, la spada di Caio. Appresa la notizia corre all’osteria per cercare di recuperarla. Un tentativo invano, perché era chiusa.

E fu così, che proprio lì a pochi passi scorse una spada conficcata in un’incudine e, senza pensarci due volte, la estraette e la portò a Caio.

Così facendo, il nostro beniamino pensò, in buona fede, di aver adempiuto alla sua obbligazione nei confronti del suo creditore-fratellastro Caio. E ben pensò il piccola Semola di essersi liberato del proprio debito, ma non per aver adempiuto all’obbligazione in modo ordinario ex. 1176 c.c. e seguenti.

In questo caso infatti interviene l’istituto del cd. creditore apparente disciplinato dall’art.1189 1.comma c.c., per cui un debitore, se dimostra di essere in buona fede (Semola), è liberato dalla sua obbligazione nei confronti del creditore se esegue un pagamento (prestazione) ad un soggetto che sembra essere legittimato a riceverlo (Caio) in base a circostanze univoche.

Ed accadde proprio così. Il nostro Semola infatti, nell’estrarre la Spada dalla Roccia era ben convinto che si trattasse di res nullius (cosa appartenente a nessuno) per cui la portò a Caio convinto di avergli salvato la partecipazione al tanto atteso torneo.

Ma Caio, purtroppo, non era il legittimato a ricevere tale Spada e ciò lo lesse, urlante e fremente, Sir Ettore che declamò a chiare lettere ciò che stava scritto a lettere d’oro sotto l’elsa.

L’attenzione generale divenne immediata ed ecco che interviene il secondo comma del 1189 c.c. per cui si prevede che il creditore apparente (Caio) è tenuto a restituire quanto ricevuto (la Spada) al vero creditore (La Volontà Divina che mise la Spada nella Roccia).

Così, Sir Ettore e lo stesso Caio, pensando che Semola avesse fatto una marachela, rimisero la Spada nell’incudine e fecero provare il ragazzo ad estrarla. Semola però divenne Re D’Inghilterra. Era per caso lui il vero proprietario della Spada?

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