

Tra le scene più iconiche della fiaba "Il libro della giungla" si ricorda quella ambientata nel palazzo in rovina dove vive Re Luigi, il carismatico orangotango che canta la celebre canzone "Voglio essere come te" per convincere Mowgli a rivelargli il segreto del fuoco.
Questo momento musicale, allegro e travolgente, degenera tuttavia progressivamente in una vera e propria colluttazione collettiva.
Infatti, mentre Re Luigi e i suoi scimmioni ballano e festeggiano, Baloo e Bagheera si introducono nel palazzo per salvare il ragazzo.
Quando vengono scoperti, esplode il caos: le scimmie si avventano su Baloo, che reagisce colpendo a sua volta; Mowgli viene strattonato, spinto e trascinato da più parti; Bagheera interviene e a sua volta viene aggredito. Tutti colpiscono, si spingono, si afferrano.
Orbene, ci si deve porre alcune domande: si tratta di un'aggressione unilaterale o c'è reciprocità di violenza con un evidente pericolo comune per l'incolumità dei partecipanti? In buona sostanza, è stato commesso il reato di rissa?
L'art. 588 c.p. punisce chiunque partecipa a una rissa con la reclusione fino a sei mesi. Se dalla rissa deriva la morte di una persona, la pena è aumentata da tre a sei anni; se ne derivano lesioni gravi o gravissime, la pena è da sei mesi a cinque anni.
La rissa è un reato di pericolo comune e l'interesse tutelato dalla norma non è solo l'incolumità individuale, ma anche la sicurezza collettiva e l'ordine pubblico.
La fattispecie è plurisoggettiva propria, perché presuppone la partecipazione attiva di più persone, con reciprocità dell'aggressione.
La Corte di Cassazione ha precisato i tratti essenziali del reato in esame, affermando che per la sua configurabilità è necessaria una violenta contesa tra più persone, con più centri di aggressione e con volontà vicendevole di attentare all'altrui incolumità personale. Ne consegue che non vi è rissa quando un gruppo aggredisce un altro che si limita a difendersi, poiché difetta l'elemento della reciprocità.
Altro requisito fondamentale è la partecipazione di almeno tre persone e l'individuazione, nella contesa, di più centri di aggressione reciprocamente confliggenti, ciascuno dei quali può essere composto anche da una sola persona.
La Suprema Corte ha inoltre precisato che è irrilevante chi abbia iniziato lo scontro fisico: una volta accertata la volontà offensiva dei contendenti, la responsabilità per rissa è di tutti i partecipanti.
La responsabilità derivante dalla sola partecipazione alla rissa non implica automaticamente il concorso negli eventuali delitti più gravi commessi da uno: per tale concorso occorre la prova della consapevole adesione all'evento ulteriore.
La giurisprudenza ha altresì riconosciuto che la rissa può configurarsi anche quando la contesa si articola in più fasi successive, purché tra loro collegate e saldate in un'unica sequenza causale.
L'art. 588 c.p. punisce, non il semplice diverbio o l'aggressione unilaterale, ma la degenerazione collettiva di un conflitto in violenza reciproca, capace di mettere a rischio l'incolumità dei partecipanti e la quiete pubblica.
Tornando alla fiaba, vi è una pluralità dei soggetti, tutti hanno partecipato attivamente, vi è una reciprocità delle condotte. E la scena rappresenta l'esempio perfetto per dimostrare come una colluttazione possa esplodere anche da una dinamica ludica o confusa, quando nessuno mantiene il controllo.
Va, peraltro, ricordato come Mowgli sia trattenuto fisicamente contro la sua volontà nel Palazzo del Re e, quindi, come sia vittima del reato di sequestro di persona. Inoltre, lo scontro nasce quando Baloo e Bagheera intervengono per difendersi e per liberare Mowgli che, senza alcun dubbio, ha subito un'aggressione ingiusta.
Quindi, Baloo e Bagheera non hanno una volontà di partecipare ad uno scontro, ma quello di difendere se stessi e fermare un'azione criminosa in corso.
Secondo la Cassazione la partecipazione ad una colluttazione non integra il reato di rissa, se la violenza è esercitata esclusivamente in funzione difensiva e non offensiva. Occorre, infatti, distinguere chi combatte per sopraffare e chi, invece, per proteggere.
Si può invocare la legittima difesa con riferimento al reato di cui all'art. 588 c.p. solo quando è ravvisabile la necessità di difendere se stessi o altri da un grave ed attuale pericolo, creato da una situazione imprevedibile derivante da un'offesa grave e ingiusta.
Non si può quindi ritenere che Baloo e Bagheera abbiano commesso il reato di rissa; Re Luigi e i babbuini risponderanno per sequestro di persona.
Anche in questa occasione Baloo e Bagheera dimostrano il loro grande affetto nei confronti di Mowgli e il loro istinto protettivo ed è giusto che non siano considerati alla stregua di chi partecipa, volontariamente, ad una violenza collettiva.






