

Secondo l’art. 43 del codice penale, la colpa generica si manifesta
"quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia".
Un esempio perfetto per spiegare questo concetto arriva direttamente dal mondo di Arendelle. Quando Elsa, ancora giovane, colpisce la sorella Anna con i suoi poteri di ghiaccio, il suo gesto non è volontario: Elsa ama profondamente la sorella e non ha alcuna volontà di farle del male.
Eppure, il danno accade lo stesso perché la Regina non ha il controllo dei suoi poteri, non adotta le precauzioni necessarie e agisce con leggerezza. Tutto questo è alla base del concetto di negligenza e porta a un evento lesivo che la nostra regina di ghiaccio non voleva, ma che poteva essere evitato con maggiore attenzione.
L'imprudenza, invece, si realizza quando un soggetto tiene una determinata condotta contraria alle regole sociali che indicano i doveri di accortezza e di prudenza. Immaginiamo che Elsa, magari anche pienamente in grado di dominare i suoi poteri, decida di usarli all'interno della sala da ballo, circondata da persone e oggetti fragili. Il luogo è inadatto e basta un movimento sbagliato per ferire qualcuno: continuare comunque, nonostante il pericolo riconoscibile, è imprudenza.
L'imperizia, infine, presuppone la conoscenza di regole tecniche non rispettate per incapacità o inettitudine tecnica o professionale dell’agente. Immaginiamo la nostra Elsa che, ancora piccola, non conoscendo bene i suoi poteri e provando a creare strutture di ghiaccio complesse senza aver imparato a controllarne la forza o la direzione, finisce per generare un getto più potente del previsto, colpendo un passante. Questa è imperizia perché il danno nasce dal fatto che non ha ancora sviluppato l'abilità tecnica per usare i suoi poteri.
Insomma, la colpa generica non punisce l'intenzione ma la mancanza di quella cura che la legge si aspetta. Per questo, la nostra Elsa potrebbe rispondere del delitto di lesioni colpose per il danno cagionato alla sorella Anna.






