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L’eredità giacente

L’eredità giacente
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Nel bosco, lontano dalla corte reale, Biancaneve è deceduta mordendo la mela avvelenata offertagli dalla Regina che, per l’occasione, si era trasformata in vecchietta.

La regina Grimilde, appena la principessa Biancaneve addentò la mela e cadde in un sonno mortale, uscì dalla casetta dei Sette Nani e subito venne rincorsa da loro i quali la facero cadere da un dirupo e quindi morire.

Ebbene, presso il regno fatato di Biancaneve, non vedendo tornare a corte né la regina né la principessa si sparse la voce che entrambe fossero morte. Giunse però la notizia, da parte degli avvoltoi, che la regina era morta cadendo da un dirupo. Di Biancaneve invece non si avevano notizie.

In tal caso, nel regno si poneva il grosso problema successorio sul chi avrebbe dovuto succedere nella guida dello stesso essendo Biancaneve l’unica erede legittima di primo grado. Cosa sarebbe successo se non fosse tornata a corte ad accettare l’eredità del regno? Chi avrebbe guidato e mandato avanti le sorti del regno?

In questo preciso lasso di tempo abbiamo a che fare con l’istituto dell’eredità giacente ex art. 528 codice civile e seguenti per cui: “Quando il chiamato non ha accettato l’eredità e non è nel possesso di beni ereditari, il tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, su istanza delle persone interessate o anche d’ufficio, nomina un curatore dell’eredità. Il decreto di nomina del curatore, a cura del cancelliere, è pubblicato per estratto nel foglio degli annunzi legali della provincia e iscritto nel registro delle successioni.”

L’istituto mira a tutelare il patrimonio del decuius dalla delazione all’accettazione dell’eredità, evitando che in questo lasso di tempo il patrimonio del defunto, che non è né in possesso dell’erede/i né è stato accettato da costui/costoro, rimanga abbandonato a se stesso e resti privo di qualsiasi tutela giuridica (si vuole evitare che il patrimonio della regina Grimilde venga dilapidato).

L’ordinamento prevede che venga nominato, da chiunque abbia interesse al patrimonio del decuius o d’ufficio (i sudditi o direttamente dal tribunale), un curatore dell’eredità per far sì che costui salvaguardi gli interessi dell’eredità fino al momento in cui questa venga o accettata (da Biancaneve) o, in mancanza di accettazione fino al sesto grado (magari un re di un paese lontano successibile alla regina Grimilde vuole accettare l’eredità al posto di Biancaneve), sia devoluta allo Stato (qualora nessuna vuole accettare l’eredità questa viene devoluta allo Stato che, nel caso di Biancaneve, dovrà trovare un nuovo monarca fra i suoi sudditi).

La ratio dell’istituto è appunto quella di conservare e amministrare il patrimonio ereditario.

Una volta nominato il curatore, costui, ex art. 529 c.c. deve:

  1. procedere all’inventario dell’eredità
  2. Esercitarne e promuoverne le ragioni nonché rispondere delle istanze proposte contro la medesima;
  3. Amministrare i beni ereditari;
  4. Depositare presso le casse postali o presso un istituto di credito designato dal tribunale il danaro che si trova nell’eredità;
  5. Ritirarsi dalla vendita dei beni mobili e beni immobili parte del patrimonio dell’eredità;
  6. Rendere conto della propria amministrazione.

Importante è, ex art. 530 c.c. che il curatore può prevedere al pagamento dei debiti ereditari e dei legati previa autorizzazione del tribunale. Se però qualcuno dei creditori o dei legatari propone opposizione il curatore non può procedere ad alcun pagamento ma deve prevedere alla liquidazione dell’eredità ex art. 498 c.c. e seguenti (liquidazione dell’eredità in caso di opposizione). Qualora poi vi siano dei creditori o dei legatari che devono vedere adempiuta la propria prestazione, questa può essere adempiuta da parte del curatore, ma qualora venga fatta opposizione si dovrà procedere a norma degli artt. 498 c.c. e seguenti.

La curatela cessa con l’accettazione dell’eredità e, pertanto, l’erede subentra ad un altro soggetto nella titolarità di uno o più rapporti giuridici. Quindi, una volta che Biancaneve viene baciata dal principe e ritorna in vita, costei dovrà, prima di tutto, correre a Palazzo ad accettare la propria eredità e, nel suo caso, venire incoronata regina e, solo successivamente potrà sposare il principe.

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Diritto & Fiabe

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