

Nel cartone La Bella e la Bestia assistiamo a una scena memorabile: Gaston, ferito nell'orgoglio dal rifiuto di Belle, alla presenza degli abitanti del villaggio, con un discorso acceso, li convince ad armarsi e marciare verso il castello per uccidere la Bestia.
Il comportamento di Gaston potrebbe integrare l'art. 414 c.p., che punisce l'istigazione a delinquere. Secondo questa norma:
"Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione: 1) con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti; 2) con la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a euro 206, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni."
L'istigazione consiste nell'incitare pubblicamente altre persone a commettere reati. È proprio quello che fa Gaston: arringa la folla con un discorso pieno di paura e di odio, gridando che la Bestia è pericolosa, e conclude a chiare lettere invitando tutti i presenti a uccidere la Bestia.
L'istigazione a delinquere è un reato di pericolo concreto. Deve essere, infatti, accertato che la condotta sia idonea a provocare delitti, per il suo contenuto, per i destinatari e per le circostanze di fatto. Il discorso di Gaston ha tutte queste caratteristiche: riesce a convincere gli abitanti del villaggio che la Bestia potrebbe rapire i bambini, prendendoli di notte per saziare il suo appetito, e divorare chiunque con le sue zanne.
L'istigazione a delinquere tutela l'ordine pubblico: incrimina le condotte che, pur non determinando la commissione di un reato specifico, provocano nella collettività inquietudine ed allarme sociale. Per questo, non è necessario che il reato venga poi effettivamente commesso ma è sufficiente il pericolo che l'istigazione produca effetti. Nella nostra fiaba succede questo: la folla, spaventata dalle parole di Gaston e trascinata dal suo carisma, parte alla volta del castello con torce e forconi.
Quando poi l'istigazione si traduce davvero in un tentativo di omicidio, come accade nell'assalto al castello, la responsabilità di Gaston cresce ancora di più, perché egli risponde anche a titolo di concorso nel reato ai sensi dell'articolo 110 del codice penale.
Alla luce di tutto questo, quindi, Gaston non sarebbe soltanto un cattivo da fiaba, ma potrebbe a pieno titolo essere chiamato a rispondere davanti alla legge.






