

Nella Savana, la famiglia reale guidata dal re Mufasa ha da poco accolto il figlioletto Simba, e per un lungo periodo tutti gli animali vivono all'insegna della pace e della prosperità, finché il fratello del re, Scar non decide di tentare un colpo di stato, architettando la morte di Mufasa e del nipotino, futuro erede al trono. Un giorno, infatti, con un inganno, Scar conduce Simba all'interno di una gola, dove le iene inducono una mandria di gnu a correre lungo il crepaccio imponendo, quindi, a Mufasa di precipitarsi per salvare il figlio. Pur avendolo salvato, Mufasa, viene travolto dagli Gnu a causa di Scar che poi convince Simba di essere l'unico colpevole del decesso del re, motivo per cui il leoncino decide di allontanarsi dal suo branco vivendo un vero e proprio esilio autoimposto.
La storia di Simba si presta a una riflessione giuridica profonda sul tema dell'esilio.
L'istituto in esame costituisce la privazione del diritto di residenza e del diritto di partecipazione alla vita politica della comunità, che nel Re Leone si ravvisa nel momento esatto in cui Simba non solo decide di abbandonare le Terre del Branco, ma si priva in modo autonomo della possibilità di succedere al padre, tanto era il grande il senso di colpa provato per la sua morte.
Allontanandosi dal regno, simbolicamente, decide di rinunciare, quindi, al suo ruolo sociale e politico, ai propri diritti di successione e … alle proprie responsabilità.
Ciononostante, a differenza di ciò che accade nella fiaba, in cui Simba si allontana a causa di una menzogna e quindi si "autopunisce", nella realtà l'esilio veniva imposto come sanzione e quindi richiedeva la formalizzazione da parte di un'autorità giudiziaria.
Nel diritto penale moderno, tuttavia, l'esilio non esiste più come pena, ma come misura di sicurezza applicabile laddove si ravvisi la pericolosità sociale del soggetto, in quanto la Costituzione italiana, nel tutelare diritti fondamentali come la libertà personale di circolazione, impedisce che una persona possa essere allontanata dal luogo in cui vive, se non nei casi previsti dalla legge e in presenza di garanzie effettive.
Nel caso di Simba, invece, questo autoesilio sarebbe da ritenere illegittimo in quanto contrastante con principi fondamentali quali il diritto alla difesa, il principio di legalità e la presunzione di innocenza, senza tralasciare il fatto che non esistendo l'istituto dell'autoesilio, esso sarebbe da ricollegare ad un condizionamento psicologico attuato da Scar che ha reso, quindi, la volontà del leoncino, completamente viziata.
Decidendo, da adulto, di tornare nelle Terre del Branco, Simba torna anche dall'esilio rivendicando la propria posizione legittima e ripristinando, con la sconfitta di Scar, l'ordine giuridico da lui costruito su una menzogna.







Ottimo insegnamento da dove si capisce il perché di noi umani siamo un fallimento in materia ..