

Nelle fiabe Disney l'uomo non uccide mai la donna.
Frollo non uccide Esmeralda, ma la minaccia di morte se non si concede a lui.
Gaston non uccide Belle, ma la ricatta, la isola, decide che deve essere sua.
La Bestia non uccide Belle, ma la imprigiona e ne controlla ogni spazio.
Le fiabe di Disney raccontano di uomini che non accettano il rifiuto e che trasformano il desiderio in potere.
Poi si fermano.
Le fiabe Disney mostrano con precisione la dinamica che precede nella realtà il femminicidio, ma si fermano prima dell'evento.
Esiste una fiaba che quell'evento lo racconta fino in fondo: Barbablù, che non è una fiaba Disney ed è stata scritta da Charles Perrault.
Barbablù era un uomo ricchissimo, proprietario di case splendide e di un castello pieno di stanze. Aveva una caratteristica: la barba blu, un blu innaturale, che faceva paura a tutti; aveva avuto più mogli che erano scomparse senza spiegazione e questo lo rendeva ancora più inquietante.
Barbablù sposó, in ultime nozze, una giovane donna, promettendole una bella vita.
Poco dopo le nozze, le disse che sarebbe partito e le consegnò un mazzo di chiavi, permettendole di aprire tutte le stanze del castello, tranne una piccola porta in fondo al corridoio: la avvertì che, qualora l'avesse aperta, ci sarebbero state terribili conseguenze.
Ma la curiosità e l'angoscia per quella porta erano enormi, così la donna l'aprì e vi entró, trovando difronte ad una scena atroce: c'erano i corpi delle precedenti mogli, uccise e appese alle pareti.
Inorridita, lasciò cadere la chiave, che si sporcò di sangue e questa macchia, nonostante la pulisse, non spariva.
Al ritorno, Barbablù chiese di riavere le chiavi e vedendo quella della porta proibita macchiata, comprese che la moglie aveva violato il divieto imposto. Pertanto, le disse che doveva morire anche lei. Le concesse qualche minuto per pregare.
La donna chiese aiuto alla propria sorella: doveva salire sulla torre e guardare se stessero arrivando i suoi fratelli. Mentre Barbablù affilava il coltello per ucciderla, Anna vide arrivare i fratelli, che entrarono nel castello e uccisero Barbablù.
Barbablù sposa, controlla, vieta, punisce la disobbedienza e uccide le proprie mogli una dopo l'altra, tranne l'ultima.
Barbablù mostra ciò che Disney evita: l'esito finale di una violenza che non viene fermata.
Dal dicembre 2025 la morte della donna uccisa in quanto donna, viene punito con un reato autonomo, il femminicidio, dall'art. 577-bis c.p. in base al quale è punito con la pena dell'ergastolo, chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna; come atto di controllo, possesso, dominio o prevaricazione in quanto donna; in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo; come atto di limitazione delle libertà individuali della donna.
Le fiabe Disney si fermano prima della morte.
Barbablù, invece, commette, più femminicidi, perché atti di dominio assoluto, consumati tra le mura domestiche e giustificati dal possesso.
Sono femminicidi perché uccide esclusivamente le proprie mogli, non rivali o nemici: uccide donne legate a lui da un rapporto affettivo e di convivenza, all'interno dello spazio domestico.
La causa dell'uccisione è la disobbedienza. Le donne vengono punite perché, aprendo una porta, infrangono un divieto. La loro morte è una sanzione per aver violato il controllo maschile.
Il divieto imposto serve a ribadire il potere assoluto dell'uomo sulla donna e i femminicidi diventano lo strumento per riaffermare quel potere quando viene messo in discussione.
Nell’immagine: Barbablù, Courtesy Fiabe Sonore, Fabbri Editore.







La triste storia del ricco potente Barbablù ci riporta alla stessa identica brutalità esercitata ai nostri tempi evoluti ma non maturi.